
APPELSINA
Appelsina è un ciclo di Lieder non cantati, ma letti con accompagnamento musicale.
Le musiche originali sono di Fabio Zuffanti. I testi sono di Tommaso Labranca, in gran parte scritti per l'occasione con alcune rielaborazioni da Il Piccolo Isolazionista e
dal sito UltraVoid.
IL TEMA
I temi del viaggio e del viandante, espresso in Lieder singoli o in ciclo o in altre composizioni liriche e musicali, sono stati frequenti nel XIX secolo.
Appelsina si ispira però a una fase successiva del Lied di viaggio. L’accostamento potrebbe essere fatto con il Reisebuch aus den österreichischen Alpen di Ernst
Krenek del 1929.
Ernst Krenek (1900 – 1991) si accorse che sui monti non si incontravano più viandanti solitari, ma famiglie di turisti frettolosi. Raccontò così questo viaggio sulle Alpi
austriache con un linguaggio anti-aulico, persino ironico, e attraverso scelte musicali che sono al tempo stesso omaggio e distanziamento da Franz Schubert. Ai viaggi verso il
lontano e il mistero cantati dagli artisti di scuola romantica, Krenek preferì il viaggio domestico.
Il primo verso del primo Lied è una dichiarazione di disinteresse verso l’ignoto: “Ich reise aus, meine Heimat zu entdecken”, mi metto in viaggio per scoprire la mia patria.
Appelsina va oltre e dedica la sua osservazione a un viaggio ancora più ridotto. Non le bellezze naturali delle Alpi incontaminate di Schubert o di Friedrich né quelle già
contamimate dal turismo di Krenek. Appelsina osserva luoghi meno caratterizzati, contrappone alla dimensione accogliente della Heimat quella disorientante dell’Hinterland.
IL MANDARINO
Come Krenek a un certo punto, nel diciasettesimo Lied Ausblick nach Süden, guarda verso il sud e l’Italia, Appelsina guarda verso un nord idealizzato e cristallizzato
nei drones elettronici e nel glitchche ricerca in un clima che non è mai abbastanza rigido.
Lo stesso nome, Appelsina, è il simbolo di questa ricerca imperfetta, poiché propone in islandese il nome di un frutto, il mandarino, che è un simbolo della luce solare.