|
|
Fabio Zuffanti |
|||
|
Tracks 01. E' probabile Musicians
FABIO ZUFFANTI: All instruments, vocals
Credits
Songs by Fabio Zuffanti
Except for 'Domeniche senza tramonto' lyirics by Tommaso Labranca
Done at Spiralstudio and Zerodieci studio Mix by Robbo Vigo and Fabio Zuffanti Executive production by Fabio Zuffanti, Alberto Tagliati, Matthias Scheller
Photos by Claudio Castellini
Cover by Davide Guidoni Lyrics
E' PROBABILE (instrumental)
LE PIANTE SOTT'ACQUA
mi fa male alla testa
quando la luce è troppo forte e forse è meglio che pensi bene a quello che faccio
perchè non mi parli più?
se mi parli è un casino meglio che non mi parli più mi fa stare male
è strano che i fiumi scorrano
e che sott' acqua ci siano le piante viaggiano con la corrente sembra che volino
anche noi sembriamo volare
e come loro non voliamo perchè facciamo finta trasportati dalla corrente
quante chiacchiere
faccio una corsa per calmarmi poi magari va meglio
DORMONO
tutto
dorme così etafnon rumore piano piano
parlare
è già troppo ci sono piccole cose che puoi rompere
piano
piano che dormono
piano
piano che dormono
CUOCI BENE
cuoci bene amore mio
e vai alla deriva perché ti ho impigliata tra i capelli ho il tuo fermaglio così non sfuggi
se pensi che io sia vero
perché non mi fai male così vediamo cosa esce fuori
i granelli di polvere
e tanti tanti insetti sono troppo piccoli e tra la corteccia non si vedono
nemmeno l’acqua
o la neve cade nemmeno tu canti più che triste destino nella spazzatura che triste destino
ANDIAMO AVANTI (PER IL FILM) (instrumental)
OTTOBRE
guardo la pioggia da questo spiraglio di mondo
e qualcosa si risveglia tra gli specchi dell'asfalto bagnato
tutto è distante
tutto mi sembra diverso sporco tra la ruggine ed anche ogni piccola gioia fa ancora paura mi aggrappo alle gocce
e sogno di potere volare da solo
perso tra questi profumi di nebbia
che possa sparire così
la paura del mondo
SENTIERI NEL GHIACCIO (instrumental)
DOMENICHE SENZA TRAMONTO
La domenica a Teresa
Piace fino a un certo punto Fino a quando le campane La risvegliano suonando
Fino a quando la lavanda
Resta sul vestito bello Fino a quando sono accesi I sorrisi della gente Sul sagrato della chiesa
Fino a quando può giocare
Senza accendere la luce Fino a quando dura il dolce Della visita alla nonna
C’è una linea che separa
In due mondi la giornata Ripartisce le parole Che ne formano la trama E cominciano per D.
Prima dolce, delicata
Duratura e divertente Poi dormiente, dolorosa disillusa e deprimente.
Quando dopo torna a casa
Tra le braccia di suo padre Tiene stretta la sua testa Contro quella del papà In cui già c’è il lunedì
E’ la Francia di provincia
E finisce l’Ottocento Senza polveri sottili Che nascondono le stelle
Sei di loro scintillanti
Sembra formino una T E Teresa si consola Nel vedere in quelle sere Il suo nome scritto in cielo. Si addormenta sospirando Le domeniche celesti Che non hanno mai tramonto.
COSI' A FONDO...
e mentre ora piove
grigio nella stanza la testa che mi ronza gli occhi che non reggono la luce un pianto irrefrenabile resta nascosto che non sa, che non può uscire... |
|
|||